Capelli sani e luminosi

Da sempre e in tutte le culture una folta e lucente capigliatura è stata considerata non solo una cornice indispensabile alla bellezza, ma anche sinonimo di gioventù e salute. Per il fatto di continuare a nascere, crescere e morire, rinnovandosi giorno per giorno e per tutta la vita, i capelli riflettono puntualmente come uno specchio non solo lo stato di salute generale del nostro organismo, ma anche le abitudini alimentari, i livelli di tossine presenti in circolo, lo stato ormonale e il tono dell’umore.

La velocità con cui a ognuno di noi crescono i capelli è determinata geneticamente, e non può essere modificata. Pertanto non esistono prodotti che siano effettivamente in grado di “velocizzare” la crescita della capigliatura. Anche l’assunzione per via orale di determinate sostanze come ferro, lo zinco o il rame può influire sulla lucentezza e solidità della chioma, ma non sulla crescita.

La loro crescita è regolare, circa un centimetro al mese, ma la velocità può essere soggettiva. Il ciclo di vita può variare dai 2 ai 6 anni ma sono stati riscontrati tempi anche intorno ai 12 anni, dopo di che il capello cade. I capelli possiedono infatti un loro ciclo vitale che prevede una nascita, un periodo di crescita e una di morte. Quando la capigliatura è sana ogni capello caduto è immediatamente rimpiazzato da un suo “successore”. Il problema insorge unicamente quando i capelli caduti non sono sostituiti.

Non esiste a priori una quantità di capelli persi che possa essere considerata normale. La caduta, infatti, dipende molto dalla quantità di capelli presenti sul cuoio capelluto, che può variare notevolmente in base ai soggetti. In generale si considera normale la caduta di 100 capelli al giorno.

Inquinamento, farmaci, stress, cattiva alimentazione e scompensi ormonali sono i principali nemici della salute dei capelli perciò quando i capelli cominciano a soffrire è importante intervenire con rimedi naturali che contrastano questi fattori, scegliendoli caso per caso, in base ai “sintomi” presenti.

In genere la quantità normale di capelli vitali di una persona giovane oscilla tra le 90 000 e le 150 000 unità, cifra che con l’avanzare dell’età diminuisce in media del 30% circa. Una perdita che può essere grandemente ridotta osservando alcune regole fondamentali, tra cui quelle concernenti l’alimentazione.

Una dieta per la salute e la bellezza dei capelli abbastanza ricca e variata da garantire la presenza di tutti gli elementi necessari dovrebbe comprendere: carne (bianche e rosse preferibilmente di origine biologica) o pesce (pesce azzurro, crostacei o molluschi, per la presenza di selenio) almeno due volte la settimana, cereali integrali tutti i giorni (riso, miglio, mais, kamut), legumi, verdure e frutta in abbondanza, qualche tuorlo d’uovo (contiene leticine e vitamine). Anche i grassi (olio d’oliva in particolare) non devono mai mancare, ma in quantità moderata per evitare di intasare di sebo i follicoli, soffocando il bulbo.

Fondamentali per la salute dei capelli sono anche le vitamine, la A e la E, ma in particolare quelle del gruppo B, presenti nei cereali integrali, negli ortaggi a foglia verde, nel lievito di birra, fegato, melone, semi di zucca e di sesamo, e nelle noci.

Per avere capelli sani e robusti indispensabile è ad esempio l’apporto di rame, che previene l’incanutimento, di ferro per garantire l’ossigenazione dei tessuti, ma anche zinco, selenio, manganese e magnesio.

Perchè i capelli cadono?

Oltre alle carenze nutrizionali e al di fuori dei periodi fisiologici stagionali di aumentato ricambio, un’improvvisa eccessiva caduta di capelli può dipendere da numerose cause. Alcune sono riconducibili a problemi di salute, come l’esposizione a radiazioni, il diabete, le malattie tiroidee, i problemi circolatori, il dimagrimento improvviso, o a traumi psicofisici come le operazioni chirurgiche o il parto. Spesso sottovalutate sono le intossicazioni da metalli pesanti e sopratutto da abuso di farmaci come gli antibiotici, i sulfamidici, alcuni anticoagulanti e inibitori dell’attività tiroidea. Molte volte però il problema è legato a fattori ormonali o psicologici. All’interno del follicolo capillifero si trovano infatti recettori per gli ormoni sessuali, sia maschili che femminili, che hanno quindi un effetto diretto sulla funzionalità follicolare. Strettamente ormonale è ad esempio la calvizia androgenetica su base ereditaria, tipicamente maschile, dovuta ad una ipersensibilità dei follicoli agli androgeni come il testosterone, mentre la perdita dei capelli nelle donne in menopausa è molto più legata, salvo rari casi, ad aspetti psicologici. In una cultura come la nostra, dominata dall’ossessione di un giovanilismo insensato, molte donne tendono infatti a vivere la fine del periodo fertile come una “castrazione” dell’immagine di sè, una perdita dolorosa che genera stress acuto e depressione. E se da un lato lo stress stimola l’iperproduzione di ormoni androgeni come risposta reattiva, dall’altro il vissuto depressivo aggrava la caduta degli ormoni femminili, con un brusco scompenso endocrino che si scarica su pelle e capelli.

Al prossimo articolo!

Cristina

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